Norma Legnini

L'AUTORITRATTO COME CONOSCENZA


Se ora Norma riesce a parlare con consapevolezza di sé e delle emozioni che prova lo deve alla fotografia.
Il linguaggio fotografico l’aiuta ad esprimersi ed intraprendere un lungo percorso di conoscenza. Per Norma è importante il percorso ed è quello che desidera portare all’attenzione dell’osservatore.
L’autoritratto è il “viaggio” verso l’ interiorità. Con questa pratica decide di essere parte completa dell’opera d’arte, eliminando ogni condizionamento psicologico che incorre nel soggetto ritratto da un altro fotografo.
Inizia questa esplorazione di sé nel 2009, realizzando il suo primo progetto in cui ristabilisce un contatto con il proprio corpo. Scopre lati della propria femminilità, nascosti per anni sotto gessi e busti.
Negli anni successivi eventi personali la stravolgono. In questo periodo di apparente silenzio, documenta con la fotografia istanti oscuri e di dolore. Scopre altre parti di sé e il potere dell’autoritratto inteso come forma di ascolto, analisi, presa di coscienza, accettazione e comunicazione.
Nel 2015 decide di continuare tale percorso guidata da Cristina Núñez, sperimentando su di sé il metodo The self portrait experience creato dall’artista.
Mediante l’espressione libera e senza vincoli delle emozioni, con cui ha più difficoltà, osserva e accetta la vulnerabilità,le fragilità e rafforza l'autostima.
Il metodo le permette di ricordare sensazioni passate e nascoste, svelare l’inconscio e riflettere sull’identità, vita e relazioni familiari.
Tutto ciò la spinge ad intraprendere il percorso da facilitatore del metodo, per far osservare con umanità, senza pregiudizi e senza etichettare, ogni tipo di persona.

The self portrait as consciousness

It is thanks to photography that Norma is now able to speak about herself awareness and emotions. The photographic language helps her to express herself and starting a long travel of self consciousness. This process is important and it represents what she wants to bring to the attention of the observer. The self portrait is a travel into inner reality. Through this practice she decides to be a complete part of the art work, removing every psychological influence which incur in the subject depicted by another photographer.
She starts to explore herself in 2009, realizing her first project where she re-established a contact with her body. Norma discovers many sides of her womanliness, which had been hided for many years under plaster custs and corsets.
During the following years some personal events have revolutionized her life.
In this period of illusory silence, she describes dark and painful moments through photography. She discosvers other parts of herself and the self portrait power meant
as form of “hearing”, analysis, grasp of conscience,acceptance and communication.
In 2015 she decided to continue the path leaded by Cristina Nunez, experimenting The self portrait experience method directly on herself.
Through the free and bondless expression of the most complex emotions, Norma observes and accepts her vulnerability, fragility reinforcing her self-esteem.
The method allows her to remember the most hidden and ancient sensations, revealing the unconscious and reflecting on her identity, life and familiar relationships.
This path spurs her to undertake the facilitator method course, letting the others observing with humanity, without prejudices and taboos, every kind of person.
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https://www.normalegnini.com/self_portrait-p
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